Il quadro macro-economico del Piemonte secondo le analisi della Banca d’Italia

L’economia della nostra regione è stata recentemente oggetto di analisi da parte della Banca d’Italia attraverso il documento “Economie regionali – l’economia del Piemonte”, le cui principali evidenze sono di seguito riportate.

La fase di ripresa economica si è consolidata nella regione, che vede una crescita del PIL in linea con la media nazionale, cui si affianca inoltre una previsione di possibile espansione per il 2018.

La produzione delle imprese piemontesi segna un incremento in tutti i principali settori, ad eccezione di quello dei mezzi di trasporto. Tale crescita è ripartita su tutte le classi dimensionali delle aziende e si è riflessa sul grado di utilizzo della capacità produttiva, che ha raggiunto livelli storicamente elevati.

Tale maggiore produzione deriva sia da un incremento degli ordini interni sia dal rilevante aumento delle esportazioni, che sono cresciute in modo notevole anche grazie alla domanda collegata ad alcuni comparti di cui la regione è specializzata.

Per il settore del turismo si segnala una crescita dei pernottamenti, anche grazie a un incremento complessivo a livello nazionale, con una ripresa dei flussi di soggetti stranieri.

Le compravendite di tipo residenziale effettuate nel comparto immobiliare hanno evidenziato una graduale ripresa, seppur con livelli più contenuti rispetto all’anno precedente, mentre i prezzi medi hanno subito una flessione anche a causa dell’elevata presenza di immobili in vendita.

Sostenuti restano poi gli investimenti delle imprese piemontesi, che hanno potuto beneficiare del consolidamento della ripresa, del maggior utilizzo della capacità produttiva, delle condizioni di accesso al credito particolarmente favorevoli, nonché di alcuni incentivi fiscali per gli investimenti altamente tecnologici (quale ad esempio l’iper ammortamento).

Il credito bancario a favore delle imprese piemontesi è tornato a crescere, in particolar modo nel settore manifatturiero e dei servizi, anche grazie alle condizioni economiche applicate che risultano ancora particolarmente convenienti.

In controtendenza è invece il settore delle costruzioni che appare ancora debole soprattutto per quanto concerne le opere pubbliche.

Il mercato del lavoro si caratterizza per un recupero a livello occupazionale (che ha avuto avvio dal 2014) e per un incremento dei lavoratori dipendenti rispetto agli autonomi, anche a seguito di alcuni cambiamenti normativi. Il tasso di disoccupazione si è pertanto ridotto producendo riflessi positivi anche per i più giovani.

Quanto al mercato del credito, infine, si segnala un incremento dei prestiti bancari erogati nella regione sia per effetto dell’espansione di quelli a favore delle famiglie, sia per la ripresa di quelli alle imprese.

A riguardo, il documento della Banca d’Italia riporta che: “La qualità del credito è ancora migliorata, beneficiando del consolidamento della ripresa. Si è intensificato il processo di riduzione dei crediti deteriorati accumulati durante la lunga crisi, anche grazie all’aumento delle operazioni di cessione delle sofferenze”.

Inoltre sta proseguendo il processo di razionalizzazione della rete bancaria presente sul territorio piemontese (attività peraltro iniziata dal 2010), anche grazie all’affiancamento e all’utilizzo di canali bancari “non tradizionali”, ossia quelli collegati a internet e ai servizi telematici.

In conclusione, si tratta quindi di dati positivi che fanno ben sperare per una futura e ulteriore crescita economica della nostra regione.

Flavio Servato