Febbraio 28, 2024

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Recensione del libro: “La nostra Luna” di Rebecca Boyle

Recensione del libro: “La nostra Luna” di Rebecca Boyle

“La Luna è più sorella che satellite”, scrive Boyle, spiegando che si è formata dalla stessa nuvola cosmica di detriti che ha formato la Terra. La sua gravità non solo stabilizza il nostro clima – rendendo la Luna il “leader delle nostre stagioni” – ma consente anche la vita. Come governatrice delle maree, la Luna trascinò gli organismi primitivi nei mari ricchi di sostanze nutritive della Terra primordiale, per poi riportarli a riva dove “i pesci uscivano dall’acqua”.

Ma Boyle, la cui scrittura brillante è serena come una favola della buonanotte, dipinge la luna come qualcosa di più di un semplice motore di fenomeni fisici. Gli esseri umani, dice, guardano sempre ai nostri vicini celesti più vicini per capire il nostro posto sotto di loro. “Proprio come la Luna riflette la luce della Terra, il suo ruolo essenziale nella scienza moderna è raccontare la nostra storia”, ha scritto.

Gli antichi esseri umani usavano la luna per sfruttare il tempo, aprendo la strada a sistemi organizzati come l’agricoltura e la religione (molte delle quali adoravano la luna come un dio). Quando Galileo fu processato per aver affermato che la Terra non era il centro del nostro sistema solare – cosa che scoprì in parte monitorando il movimento della Luna – la Luna si era già separata dal divino. Le persone iniziarono a pensare al vero scopo della Luna e al nostro posto nell’universo: idee che postulavano “la nostra luna” furono i semi del primo pensiero filosofico e dell’osservazione scientifica.

A volte, la narrazione si allontana abbastanza dall'argomento in questione che mi chiedo: cosa c'entra questo con la luna? Ma, proprio come la luna appare sempre nei nostri cieli, anche Boyle ritorna sul suo argomento. C'è sempre qualche connessione da stabilire, sia fisica, spirituale, intellettuale o mitologica.

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Ci porta oltre l’Era delle Esplorazioni, quando andare sulla Luna divenne un simbolo di colonizzazione di nuove terre, fino all’Era di Apollo, quando la Luna era un segno di superiorità politica. Boyle trova la luna in posti che non avrei mai pensato di guardare. Mi ha convinto che, sebbene il nostro rapporto con essa sia in continua evoluzione, la luna rimane una fonte di conoscenza, meraviglia e influenza, e non è mai noiosa.