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Un 2 Giugno all’insegna del Cambiamento

Si prospettava una Festa della Repubblica funestata dalla mestizia, e quasi pareva non avesse senso celebrarla, quando appena domenica scorsa, 27 maggio, naufragava nel peggiore dei modi il tentativo di dar vita a un governo politico Lega-5 Stelle.

Il veto del Colle sul Professor Paolo Savona al Ministero dell’Economia sembrava aver dato la stura a una lacerazione irreparabile delle istituzioni repubblicane – già provate, indebolite e delegittimate da una lunghissima crisi di governo figlia di un sistema politico ingessato e favorita da una pessima legge elettorale.

Il muro del Quirinale su Savona, forse costituzionalmente legittimo (e i giuristi non sono unanimi) ma certo politicamente discutibile se non inopportuno, incontrava la ferma opposizione del leader della Lega Matteo Salvini, indisponibile a sacrificare un pezzo da 90 come l’economista cagliaritano, in questo seguito a ruota da Luigi Di Maio, il quale, in barba ai disegni quirinalizi che lo volevano sponda moderata dell’intesa gialloverde, non aveva alcuna intenzione di passare per “conservatore” lasciando a Salvini il monopolio della “rivoluzione”.

Proprio Luigi Di Maio, anticipato dall’incendiaria Giorgia Meloni, portava lo scontro istituzionale agli estremi, domandando a gran voce, sulla pubblica piazza, l’impeachment per il Presidente della Repubblica, laddove, all’Art. 90 Cost., lo si individua responsabile dei “reati presidenziali” (alto tradimento e attentato alla Costituzione).

Domenica sera, insomma, una coltre amara e tempestosa scendeva sulla Repubblica italiana, e mentre nei giorni appena seguenti si approntava la nascita di un governo tecnico sfiduciato dal Parlamento in vista di nuove, battagliere elezioni – sui mercati finanziari imperversava il caos.

Un’Italia sotto stress e sotto attacco è stata lo sprone definitivo a che le forze politiche ritrovassero senso di responsabilità, riesumassero il governo gialloverde e richiamassero da Firenze il Prof. Giuseppe Conte, catapultato dalla docenza universitaria di diritto privato alla testa del governo della settima economia mondiale.

Ieri, nella Sala degli Specchi del Palazzo del Quirinale, è andata in scena una grande manifestazione di riconciliazione fra le parti di questa crisi istituzionale senza precedenti, o almeno così vogliamo che sia, oggi che è il 2 Giugno.

I protagonisti dello psicodramma degli ultimi giorni – Mattarella, Conte, Di Maio, Salvini, Savona – si sono ritrovati fianco a fianco per la foto di rito. Il discusso Savona, spostato dall’Economia agli Affari Europei, al momento del giuramento ha anche accennato un accorato “Grazie Presidente”.

Non facciamoci illusioni, il nuovo governo poggia su basi alquanto instabili, su di esso sono proiettate aspettative abnormi da parte dei cittadini e i dissapori con il Colle potrebbero essere solamente “congelati”. Ma oggi, Festa della Repubblica, niente poteva essere meglio di un governo politico appena insediato e nel pieno delle sue funzioni che presenzia alla grande parata militare sui Fori Imperiali.

Domani cominceranno i grattacapi, ma oggi, uniti, dobbiamo festeggiare, certi che, nel bene e nel male, si apre davanti a noi una stagione di Cambiamento.

Viva la Repubblica!

Lorenzo Amarotto

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