Last Blues: Luigi Tenco e Cesare Pavese

Il giorno di venerdì 7 luglio 2017, alle ore 21,30 presso il parco della chiesa di Santo Stefano, il Comune di Castellazzo Bormida – Assessorato alla Cultura, per iniziativa del Consiglio di Biblioteca presenta uno spettacolo dal titolo Last Blues: Luigi Tenco e Cesare Pavese. Un viaggio nel loro mondo (della poesia delle note) a 50 anni dall’ultima canzone eseguita da Luigi Tenco. Si tratta di un doveroso omaggio a due grandi artisti della musica e della letteratura italiana, entrambi di origine piemontesi accumunati tra l’altro da un profondo, particolare grado di sensibilità. La serata viene proposta dall’Associazione culturale Musicarte di Lodi composta da Pasquale Briscolini, introduzione e voce recitante, Stefano Torre voce, Giorgio Mearti, clarinetto e flauti, Maurizio Piantelli chitarre.

È noto che Luigi Tenco avesse una grandissima ammirazione per Cesare Pavese, il conterraneo illustre, il langarolo che lo riportava alle origini. E’ stato rilevato che c’è molto di Pavese nelle canzoni di Tenco ed è riscontrabile una sintonia profonda fra i due. Sono distanti trent’anni esatti come anno di nascita, ma sono incredibilmente vicini per luogo di nascita –  Santo Stefano Belbo e Ricaldone, sensibilità e modo di vedere e sentire il mondo. Sono entrambi legati in maniera indissolubile alla terra d’origine…queste dure colline che han fatto il mio corpo e lo scuotono a tanti ricordi… scriveva Pavese in “Lavorare stanca” e … la solita strada, bianca come il sale, il grano da crescere, i campi da arare… cantava Tenco.

E ancora: “La solita strada, bianca come il sale e il grano da crescere, i campi da arare. Guardare ogni giorno se piove o c’è il sole, per sapere se domani si vive o si muore e un bel giorno dire basta e andare via. Andare via lontano a cercare un altro mondo, dire addio al cortile, andarsene sognando…”

“Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra, c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti. Un riscoprire luoghi, odori, sapori, abitudini, volti, nel tentativo di trovare un senso alla propria esistenza…”

Una sintonia profonda non può essere solo spiegata da un punto di vista razionale. Deve essere sperimentata soprattutto da un punto di vista emotivo, perché si tratta di sentire il ritmo poetico dell’uno e il ritmo musicale dell’altro. Serve un’alternanza fra brani dell’uno e canzoni dell’altro, cioè fra brani o poesie di Cesare Pavese e canzoni di Luigi Tenco. È quello che propone l’associazione culturale Musicarte con lo spettacolo Last Blues.