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Nevica, aiuto!

Solo per farci una risata un po’ amara, riprendo testualmente dal sito della Stampa di Torino di lunedì:

“La Capitale si è risvegliata stamane bianca, non succedeva da sei anni. A partire dalle due di notte infatti nevica ininterrottamente. «Limitate gli spostamenti» è l’appello del Campidoglio ai romani. Strade completamente imbiancate dal nord al sud della città con circa 3-4 centimetri di neve al suolo. Scuole chiuse in tutta la città, come previsto dall’ordinanza del sindaco di ieri. Fino alla cessata allerta sul territorio di Roma chiusi anche parchi, ville e cimiteri. Stop anche alle udienze, sia civili che penali. Scattato il piano neve per il trasporto pubblico romano. In servizio solo le linee di bus che garantiscono gli spostamenti lungo le direttrici principali della città con vetture dotate di gomme termiche. Regolari le linee metro. L’Aeronautica sta operando anche con elicotteri che sorvolano zone collinari e montane laziali per individuare eventuali casolari, e persone, rimasti isolati. Le scuole di Roma saranno chiuse anche domani, martedì 27.”

Sembra un bollettino di guerra, e invece è la situazione che si è verificata, appunto, nella Capitale d’Italia, per pochi centimetri di neve marcia. Si stenta a crederlo, ma stiamo parlando, nell’anno 2018, di una grande città, sede di governo e ministeri, situata nella pianura laziale, praticamente di fronte al mare, e non di uno sperduto paesino della Sila o delle Dolomiti.

Concordo a priori con chi sostiene che le emergenze italiane, ahimè, sono ben altre (e di qualcuna abbiamo parlato ultimamente anche su queste pagine) ma, insomma… l’immagine di efficienza che stiamo dando all’Europa (già preoccupatissima di suo, a torto o a ragione, per l’esito delle votazioni del 4 marzo), anche in questo caso è molto scarsa. Con che credibilità ci vogliamo proporre come uno dei Paesi guida dell’Unione o attirare imprese dall’estero, quando per qualche centimetro di neve Roma e mezza Italia vanno in tilt? E qui la Raggi non c’entra nulla, sia chiaro… è sempre stato così.

Oggi, per dire, scendevo in ascensore con una simpatica vicina di casa, originaria di un paesino nel sud della Svezia. Incautamente ho portato il tema del discorso sul freddo “terribile” di questi giorni. Risposta, accompagnata da un sorriso educato: “si…certo…è freddo, ma ieri al mio paese il termometro stava a -29…”.

Ecco, per dire, tutto è sempre molto relativo!

Gian Luca Lamborizio

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