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Piemonte: tradizioni in tavola e innovazione nel bicchiere, in Val Borbera

Animazione, spettacolo e cucina tradizionale di qualità: sono questi gli ingredienti principali del successo del Bar Ristorante Tre Scudi di Borghetto Borbera. Un locale storico che da oltre sessant’anni rinnova la sua offerta, rispondendo alle esigenze dei clienti con una proposta in grado di affiancare alla tradizione elementi innovativi, al passo coi tempi.

Alla guida del ristorante, due giovani dalla spiccata creatività: Sergio Bisio e la sorella Gloria, già campionessa nazionale di judo. Gloria, rinomata mixologa, prepara e serve con eleganza cocktails esclusivi, alcuni creati da lei: il “Giacomito”, una versione molto personale del Mojito, o il “Morositas” i cui ingredienti sono liquore di liquirizia artigianale, sciroppo di lampone e sambuca.

Chef per vocazione ma anche per formazione, Sergio ha viaggiato molto all’estero alla ricerca di nuove tendenze gastronomiche, ma riconosce il valore e l’influenza positiva della tradizione e di ciò che gli deriva dalla famiglia. La tradizione famigliare affonda le radici nel territorio e lo ispira ad esprimere, in chiave contemporanea, la cultura alimentare della Val Borbera.

Un’infanzia all’insegna dei saperi condivisi dal nonno Giuseppe, – la cura dei fiori, l’innesto di alberi da frutto, la semina degli ortaggi, l’allevamento di pulcini, conigli, anatre, agnelli, e di una mucca – Sergio inizia anche a cucinare molto presto sotto la guida attenta di nonna Ilze che oggi ha 82 anni portati con grande disinvoltura. “Già da ragazzino andavo dalla nonna per aiutarla a cucinare i piatti tradizionali della Val Borbera che sua mamma e sua nonna le avevano a sua volta insegnato a cucinare: la polenta con i fegatini, i rognoni trifolati, gli zucchini ripieni, il polpettone di patate, le frittelle, gli arrosti di pollo e di coniglio, i sughi di funghi raccolti nei boschi circostanti il santuario della Madonna della Neve con cui condire la polenta o le tagliatelle regolarmente impastate in casa, usando le uova appena raccolte nel pollaio.” – dice Sergio Bisio. “Mia nonna – aggiunge – mi ha trasmesso la sua gioia di vivere: la gioia di un piatto ben preparato e ben presentato, la gioia di una riunione di famiglia a tavola. E rimango dell’idea che il suo arrosto non sia da meno rispetto a quello proposto da molti rinomati ristoranti”.

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