L’andamento del settore bancario: l’analisi dell’Associazione Bancaria Italiana

Il rapporto mensile, pubblicato nel mese di luglio dall’Associazione Bancaria Italiana, fornisce una disamina molto accurata dell’andamento del settore bancario, con particolare riferimento al primo semestre 2018, di cui si riportano le principali evidenze.

Relativamente ai prestiti, alla fine di giugno, le banche operanti in Italia hanno erogato alla propria clientela 1.773,8 miliardi di euro, di cui 1.372 miliardi a favore di famiglie e imprese non finanziarie. Proprio i prestiti concessi a famiglie e imprese, secondo il documento, sono cresciuti del 2,6% su base annua, mantenendo così un trend positivo che dura da circa due anni. Tale dinamica è confermata anche dalla crescita del mercato dei mutui a favore delle famiglie, che registra a maggio 2018 una variazione del +2,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Con riferimento ai tassi di interesse, il rapporto evidenzia come a giugno 2018 essi siano ai minimi storici con un tasso medio sul valore complessivo dei prestiti pari al 2,60% (a riguardo a fine 2007 il tasso era pari al 6,18%), mentre il tasso medio sulle nuove operazioni di acquisto di abitazioni risulta pari a 1,80% (a fine 2007 era 5,72%). Per quanto riguarda le imprese, il tasso medio sui nuovi finanziamenti risulta invece pari a 1,37% (era 5,48% alla fine del 2007), evidenziando così una tendenza al ribasso che potrebbe favorire la crescita economica.

Molto interessante è poi il dato sulla qualità del credito erogato dalle banche che è desumibile dall’analisi delle cosiddette sofferenze, ossia i crediti di difficile esigibilità in quanto i debitori si trovano in stato di insolvenza.

A riguardo, il rapporto mostra come le sofferenze nette, vale a dire il valore dei crediti al netto delle svalutazioni e degli accantonamenti già effettuati dalle banche, a maggio 2018 erano pari a 49,3 miliardi di euro, segnando una riduzione di oltre il 3% rispetto ai 50,9 miliardi del mese precedente. Tale dato appare ancora più rilevante se confrontato con il mese di dicembre del 2016, periodo in cui le sofferenze nette risultavano pari a 86,8 miliardi. Si registra quindi nell’arco di un anno e mezzo una riduzione delle sofferenze nette di circa 37,5 miliardi, con un decremento di oltre il 43%.

Significativo è anche il rapporto tra le sofferenze nette rispetto al capitale e alle riserve, che passa dal 19,22% del maggio 2016, al 16,96% del maggio 2017, per ridursi a 11,38% nel maggio 2018. Analogamente anche il rapporto tra le sofferenze nette e il totale degli impieghi è in flessione, passando dal 4,72% del maggio 2016 al 2,84% del maggio 2018.

Quanto alla raccolta, il rapporto evidenzia come i depositi (che comprendono quelli in conto corrente, i certificati di deposito e i pronti contro termine) siano aumentati a giugno 2018 di circa 88 miliardi di euro rispetto all’anno precedente, con un incremento del 6,3% su base annuale. Si riduce, invece, la raccolta a medio e lungo termine, ossia quella attraverso le obbligazioni, che segna una diminuzione di circa 57,3 miliardi di euro, in flessione del 18,3% rispetto all’ultimo anno. A livello globale, tuttavia, la raccolta complessiva (ottenuta dalla somma dei depositi e delle obbligazioni) segna un incremento pari a 1,8%.

Quanto agli interessi corrisposti dalle banche sulla raccolta, il rapporto evidenzia a giugno 2018 un tasso medio dello 0,73%, ottenuto considerando un tasso medio sui depositi pari allo 0,40% (a giugno 2017 era 0,49%), un tasso sui pronti contro termine dello 0,75% (0,92% a giugno 2017) e un tasso sulle obbligazioni del 2,49% (a giugno 2017 era pari al 2,93%).

In conclusione emerge un quadro positivo per il settore bancario (che ha sensibilmente ridotto il livello delle sue sofferenze), che unito a tassi di mercato particolarmente favorevoli potrebbe favorire i consumi e la ripresa economica.

Flavio Servato