FIAIP contro l’Europa: “La normativa europea danneggia la categoria e ci porta indietro di 30 anni”

“Un ritorno ai sensali, un passo indietro nel processo di professionalizzazione degli agenti immobiliari, con la certificazione dell’abusivismo”. Il presidente di Fiaip Piemonte (Federazione italiana agenti immobiliari professionali) Paolo Papi commenta così la nuova normativa europea “secondo cui gli iscritti a qualsiasi ordine professionale, dal 2019 potrebbero chiedere e ottenere di fare, insieme al loro mestiere, anche la nostra professione: alla faccia della specializzazione”.

A rischio garanzie per consumatori e mercato

“Permettere a geometri, avvocati, commercialisti, notai di svolgere contemporaneamente alla loro professione anche quella di agente immobiliare significa perdere l’imparzialità e l’assenza di conflitto di interessi che solo un mediatore che esercita in modo esclusivo può garantire”, aggiunge Papi, spiegando i rischi a cui ci si affaccerebbe se l’articolo 2 del Disegno di Legge Europea 2018 trovasse applicazione nel nostro Paese.

Nel 1989 con l’introduzione la legge 39, la figura dell’agente professionale assurge a un ruolo di tutela del mercato e soprattutto della clientela, ovvero i cittadini. Oggi un agente immobiliare non può essere al contempo un lavoratore dipendente a tempo pieno, pubblico o privato, né un imprenditore o un professionista che opera in altri settori. La professione di agente immobiliare deve essere svolta in modo esclusivo dopo un corso professionale e il superamento dell’esame per il rilascio della tessera di abilitazione.

I conflitti di interesse del disegno europeo

“L’Unione europea invece ora vuole liberalizzare la professione di agente: così ingegneri, commercialisti, notai e architetti, figure che lavorano a stretto contatto con il campo immobiliare, potranno acquisire l’abilitazione e svolgere questa attività in contemporanea alla loro principale”, aggiunge Franco Repetto, responsabile comunicazione e rapporti istituzionali di Fiaip Alessandria, evidenziando come sia breve il passo verso un mercato senza regole in cui l’equidistanza dai soggetti coinvolti è compromessa. “E’ sufficiente pensare a un dipendente di un ufficio tecnico comunale o un dipendente di banca che con questa nuova legge avrebbe la possibilità di abbinare al suo lavoro quotidiano qualche affare come mediatore immobiliare”.

Chi l’ha fatto se n’è pentito

Del resto, chi ha applicato il disegno di legge europea se n’è già pentito, perché i risultai sono stati disastrosi. Belgio, Svezia, Francia e Germania al momento non hanno recepito la normativa: “Si guardano bene dal depotenziare la nostra professione per non finire come la Spagna (dove la deregulation è in vigore dal 2006) che si ritrova con circa 5 milioni di cause civili giacenti nei tribunali”.

Presentata modifica di legge

Fiaip, insieme con le altre associazioni di categoria, ha presentato al Ministero dello Sviluppo economico una proposta di modifica della legge 39/89. “Un documento che enfatizza le responsabilità professionali, etiche e formative e che apre a compatibilità con altre attività solo per fornire servizi strumentali e propedeutici alla professione di mediatore immobiliare. Le specificità del mediatore immobiliare – conclude il presidente regionale – non devono indebolirsi, devono diventare più chiare, premianti e riconosciute per proteggere gli interessi delle persone”.